Ci sono libri che riescono a trasmettere una sensazione di calore difficile da spiegare. Che ci accompagnano con delicatezza e che, una volta arrivate all’ultima pagina, continuano a farci compagnia per un po’. Non perché abbiano tutte le risposte ma perché riescono a lasciarci qualcosa su cui riflettere.
La cucina dei libri di Soyangri di Kim Jee-hye per me è stata una lettura di questo tipo: coinvolgente, emozionante e capace di regalarmi un senso di conforto dall’inizio alla fine.
La cucina dei libri di Soyangri
Autore: Kim Jee-Hye
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 192
Prezzo: € 18,50 (cartaceo) | € 12,99 (ebook)
– ACQUISTA
Sinossi:
Nata e cresciuta nella tentacolare Seoul, Yujin si è rifugiata nel piccolo villaggio di Soyangri, tra colline e ciliegi. La primavera è alle porte e la giovane donna si prepara a inaugurare La Cucina dei Libri, uno spazio ricavato da un vecchio hanok ristrutturato e trasformato in una libreria dove leggere sorseggiando bevande e gustando dolci. Un luogo speciale in cui è anche possibile pernottare, incontrare altre persone e trovare un momento di pace e conforto. Il suo desiderio è creare un rifugio per anime stanche come la sua. Tra i primi ospiti ci sono Dain, una famosa cantante in cerca di tranquillità lontano dai riflettori; Sohee, una giovane avvocatessa alle prese con una diagnosi medica inaspettata; e Suhyeok, aspirante regista di musical che fatica a trovare la propria strada professionale e a superare le incomprensioni con il padre. In questo luogo accogliente, tra libri, buon cibo e incontri inaspettati, ognuno di loro avrà l’opportunità di affrontare le proprie difficoltà, aprire il cuore agli altri e scoprire quanto le storie e la gentilezza possano trasformare una vita.
Una storia che scalda il cuore
A volte ricominciare non è semplice e io lo so bene. Ci sono momenti in cui ritrovare la propria serenità sembra più difficile del previsto, in cui si fa fatica a guardare avanti e a immaginare qualcosa di diverso. Eppure, anche quando non sappiamo bene da dove partire, può esserci spazio per un nuovo inizio.
È quello che in qualche modo già sapevo ma che mi sto continuando a portar dietro da quando ho finito questo libro. Mi è piaciuto vedere come una storia possa accompagnarci attraverso lo sconforto e farci riscoprire, poco alla volta, la possibilità di stare bene. Non è soltanto una sensazione piacevole durante la lettura, ma anche qualcosa che rimane con noi quando il libro è ormai chiuso.
Quello che mi ha colpita maggiormente è il percorso che porta da una situazione difficile e di sconforto alla possibilità di stare meglio. È un aspetto che ho trovato particolarmente bello, perché ci ricorda che attraversare un periodo complicato non significa essere destinati a rimanerci intrappolati per sempre.

Personaggi che cercano una strada per ricominciare
Ho apprezzato molto i personaggi di La cucina dei libri di Soyangri, perché ognuno ha le proprie difficoltà, i proprio dubbi e i propri desideri che rendono il suo percorso personale e profondo. Tra loro, Da-in è stata una delle figure che mi hanno incuriosita maggiormente.
Da-in è una cantante che, nonostante il successo raggiunto, si ritrova a fare i conti con la perdita della gioia di fare musica. Il suo percorso mi ha colpita perché mostra come raggiungere un obiettivo non significhi necessariamente sentirsi realizzati. A volte, mentre cerchiamo di soddisfare le aspettative degli altri o di mantenere ciò che abbiamo conquistato, rischiamo di perdere di vista quello che ci faceva stare bene.
Il suo legame con Soyangri e con i ricordi del passato aggiunge un’altra sfumatura al suo percorso: ritrovare se stessi può significare anche tornare a guardare ciò che siamo stati, per capire meglio chi vogliamo diventare.
È uno degli aspetti che ho apprezzato di più del romanzo: l’idea che ricominciare non significhi necessariamente cancellare tutto e ripartire da zero, ma ritrovare qualcosa di sé che si era smarrito lungo la strada.
Cosa ne penso
Ho apprezzato tutto de La cucina dei libri di Soyangri: l’atmosfera, il coinvolgimento emotivo, i personaggi e soprattutto il messaggio che rimane una volta terminata la lettura.
Non ho trovato aspetti che mi abbiano particolarmente delusa o che mi abbiano fatto perdere interesse. Al contrario, è stata una storia che mi ha accompagnata con calore e che mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere anche dopo aver voltato l’ultima pagina.
A volte abbiamo bisogno di libri che ci mettano alla prova, altre volte di storie che ci permettano di rallentare, emozionarci e ricordarci che ricominciare è possibile, anche quando non ci sembra così.
✅ PRO
- L’atmosfera accogliente e suggestiva della libreria di Soyangri
- Il potere delle relazioni umane come strumenti di conforto e rinascita
- Le storie dei personaggi e i temi emotivi in cui è possibile riconoscersi
❌ CONTRO
- Se non si è abituati alla letteratura asiatica, le storie che hanno tutte come tema centrale quello della rinascita possono stufare
Conclusione
La cucina dei libri di Soyangri di Kim Jee-hye è stata una lettura che mi ha lasciato una sensazione positiva e un messaggio che vale la pena custodire, soprattutto in un momento come quello che sto passando io: anche dopo un periodo difficile, può esserci la possibilità di ritrovare la serenità e ripartire.
Sono felice di aver incontrato questa storia soprattutto in questo momento e di essermi lasciata coinvolgere dalle sue atmosfere e dai suoi personaggi. È uno di quei libri che non finisco nel momento in cui li terminiamo, ma continuano a farci pensare e a ricordarci quanto possa essere importante concedersi la possibilità di stare meglio.
Ringrazio infinitamente Mondadori per avermi omaggiata della copia cartacea del romanzo.